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Oltre 90 milioni di erogazioni in 30 anni per progetti e iniziative

Tra il 2021 e il 2022 le Fondazioni di origini bancaria festeggiano il trentennale della loro nascita, avvenuta in adempimento della cosiddetta “Legge Amato” del 1991, che separò l’attività filantropica da quella creditizia delle Casse di Risparmio.

L’8 agosto 1992 nasceva appunto Fondazione Carispezia, ma la sua storia affonda le radici nella Cassa di Risparmio della Spezia fondata nel 1842, di cui ha raccolto in eredità le finalità di pubblico interesse, utilità sociale, beneficenza e tutela delle categorie più deboli. Nei sui trent’anni la Fondazione ha erogato risorse per oltre 90 milioni di euro, consentendo la realizzazione di progetti e iniziative di diversa natura, dall’assistenza sociale alla cultura, dalla salute pubblica al volontariato, dalla formazione dei giovani all’attività sportiva, con ricadute nella provincia della Spezia e in Lunigiana. Risorse erogate con costanza, senza sostanziali dislivelli, grazie alla strategia di gestione e salvaguardia del patrimonio, che ha raggiunto attualmente, a valori di mercato, i 282 milioni di euro, permettendo nel tempo di accantonare fondi destinati anche a garantire stabilità alle erogazioni future.

Il welfare e la cultura sono le macro-aree di intervento a cui negli anni sono state destinate le maggiori risorse. Emerge così la forte specializzazione della Fondazione nell’ambito dell’assistenza sociale, dove l’ammontare delle erogazioni risulta circa 3 volte quello medio delle altre Fondazioni di origine bancarie di dimensioni comparabili[1]. Inoltre, si rileva la capacità di salvaguardare e perseguire al meglio la propria missione filantropica sia nel periodo caratterizzato dalla più lunga crisi economica del dopoguerra – in cui l’ammontare delle erogazioni deliberate ha rivelato un andamento migliore rispetto a quello di Fondazioni comparabili – sia in situazioni d’emergenza come la recente pandemia, nonostante le gravi conseguenze finanziarie che ne sono derivate a livello globale. In questi momenti di crisi e particolare difficoltà – tra cui si inserisce anche l’alluvione del 2011 – la Fondazione ha comunque garantito il proprio sostegno al territorio agendo con tempestività ed efficacia.

In questi tre decenni, l’evoluzione della Fondazione ha riguardato diversi aspetti, a cominciare dal proprio ruolo, oggi radicalmente diverso da quella delle origini e frutto della trasformazione da ente di mera erogazione a soggetto promotore dello sviluppo sociale ed economico della comunità, guidato dal principio di sussidiarietà e non di surroga e in grado di stimolare e di rafforzare la collaborazione tra soggetti diversi, tra cui gli enti e le istituzioni locali, il Terzo Settore e il mondo della scuola.

Dal punto di vista delle modalità operative, in conformità con la Carta della Fondazioni e poi del Protocollo Acri-Mef, è stato progressivamente rafforzato nell’ottica di una sempre maggiore trasparenza lo strumento del bando. Introdotti a partire dal 2005 e giunti a fine 2022 complessivamente a oltre 50, i bandi rappresentano oggi la modalità prevalente di erogazione di risorse a terzi, accanto alla realizzazione di progetti propri che prevedono la sinergia e la creazione di stabili partneriati con enti pubblici e privati per rispondere a bisogni territoriali condivisi.

In questo ambito ha assunto una rilevanza fondamentale anche l’inserimento della Fondazione nei più importanti network nazionali cui partecipano le Fondazioni di origine bancaria – Acri, Cassa depositi e prestiti, il Fondo nazionale per il contrasto della povertà educativa minorile, il neonato Fondo per la Repubblica Digitale, ecc. – che hanno consentito di mutuare esperienze e talvolta far convergere ulteriori risorse sul territorio con un rilevante effetto di leva finanziaria. In tal senso si inserisce il percorso per promuovere forme di collaborazione con la Regione e gli enti locali, utile a favorire la fase di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, così come auspicato anche dal Protocollo d’intesa tra il Ministero per gli Affari Regionali e le Autonomie.

Accanto alle erogazioni, la Fondazione ha introdotto, a partire dalle fine degli anni 2000, modalità di investimento che permettono, con un orizzonte temporale di medio-lungo termine, di conseguire obiettivi statutari e un limitato rendimento finanziario: si tratta degli investimenti correlati alla missione tesi soprattutto a perseguire finalità sociali, tra cui le iniziative di social housing in provincia o la realizzazione di immobili destinati all’inclusione sociale di persone fragili, come le due strutture della Fondazione AUT AUT alla Spezia.

Sono due le principali parole chiave attorno a cui si è costruita e si muoverà sempre di più l’azione della Fondazione nel futuro: l’ascolto e la valutazione. Nelle attività di confronto con il territorio, nel corso degli anni, sono stati potenziati gli strumenti per individuare i bisogni emergenti della comunità, attraverso la creazione di tavoli di consultazione con gli stakeholder, la promozione di ricerche condotte da enti nazionali specializzati, fino ad arrivare a strumenti di confronto più diretto, come i sondaggi online, gli incontri nelle scuole con gli studenti o i focus group con le comunità straniere, realizzati in previsione dell’elaborazione della futura programmazione triennale. L’erogazione di risorse improntata a sempre maggiori criteri di trasparenza si è affiancata inoltre alla crescente capacità di monitorare i progetti e misurarne l’efficacia attraverso attività e strumenti di valutazione specifici, che, in prospettiva, verranno implementati proprio con l’obiettivo di massimizzare le ricadute degli interventi sul territorio.

Il prossimo triennio 2023-2025

Tenuto conto di quanto emerso nel percorso di ascolto e confronto con il territorio, il Documento Programmatico Triennale 2023-2025, approvato a fine ottobre dal Consiglio di Indirizzo, oltre a confermare i vari ambiti di intervento a cui fino ad oggi sono state indirizzate le risorse – Welfare, Cultura, Formazione, Attività Sportiva, Volontariato – introduce nella futura programmazione della Fondazione per il prossimo triennio anche il settore Salute Pubblica.

Dalla sua origine ad oggi, sotto la guida dei suoi amministratori, la Fondazione è riuscita a preservare e a incrementare il valore del patrimonio – ha affermato Andrea Corradino, Presidente della Fondazione –  garantendo risorse e un sostegno costante al territorio, anche in momenti particolarmente difficili. Questo percorso ha portato la Fondazione ad essere riconosciuta come uno dei soggetti portanti della vita sociale, economica e culturale locale. Credo che il nostro obiettivo e la nostra funzione prioritaria continuerà ad essere quella di porsi come interlocutori attenti e imprescindibili per chiunque voglia promuovere l’innovazione e il bene comune. Dovremo quindi incentivare ancora di più la ripartenza e promuovere lo spirito di collaborazione e il lavoro di squadra tra tutti gli attori del territorio, cercando di fare tesoro delle esperienze e di stimolare interventi innovativi per dare risposte concrete ai nuovi bisogni, guardando soprattutto alle nuove generazioni che rappresentano il futuro della nostra comunità”.

[1]10 anni con il territorio – L’attività filantropica di Fondazione Carispezia” – Giordano dell’Amore, Fondazione Social Venture.

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