5 Set 2025
“Per Aspera ad Astra”: lo spettacolo “Favola di Cì” ha debuttato al Festival della Mente 2025
Si è conclusa con grande partecipazione l’avventura di Favola di Cì (che è partito bambino e si è fermato vecchio), spettacolo produzione della settima annualità di “Per Aspera ad Astra. Come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza”. In scena, nel programma bambini e ragazzi del Festival della Mente curato da Francesca Gianfranchi, un gruppo di attori detenuti della Casa Circondariale Villa Andreino della Spezia ha dato vita a una favola poetica e surreale che ha emozionato il pubblico di grandi e piccoli.
“Per Aspera ad Astra”, progetto promosso da Acri (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio Spa), è sostenuto da dodici Fondazioni di origine bancaria tra cui Fondazione Carispezia, che anche attraverso l’adesione a questa rete nazionale conferma il proprio impegno nel promuovere iniziative capaci di coniugare arte, educazione e inclusione, generando un impatto reale sulla comunità e aprendo spazi di bellezza anche nei contesti più fragili.
Alla Spezia, SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione guida da anni il percorso artistico del progetto, sperimentando in questa edizione del progetto un linguaggio inedito che unisce carcere e infanzia, due mondi apparentemente inconciliabili ma capaci di incontrarsi nel teatro, nella fiaba e nell’immaginazione.
Enrico Casale, regista e drammaturgo di Favola di Cì, descrive così la genesi dello spettacolo:«Favola di Cì è uno spettacolo dedicato alle nuove generazioni fatto da una compagnia di attori detenuti. Può suonare come un’idea strana, al limite della provocazione sociale. In realtà quest’idea ha una lunga gestazione, di anni, di riflessioni e confronti con istituzioni, artisti, detenuti, genitori. Quali sono i limiti? Quali le resistenze? Le paure? Come creare un “prodotto” teatrale che abbia come obiettivo la qualità e la dignità della grande storia del teatro per l’infanzia? Come farlo se in più gli attori coinvolti (in ogni aspetto processuale del lavoro, soprattutto nella scrittura drammaturgica) vivono in una condizione di detenzione e di visione spesso timorosa dell’esterno del carcere? Partendo dal modo forse più semplice: ricordare a questi uomini del rapporto coi loro figli e del momento più bello per tutti i papà: la favola per dormire. Quello che si è raccontato è proprio una favola: la Favola di Cì. Cì è il primo bambino del mondo, nato dall’amore dei genitori. Non può sapere cos’è il “bene” e cos’è il “male” perché nel mondo in cui vive Cì, il male non si è ancora manifestato. Dopo una marachella combinata ai danni del fratello minore, i genitori lo cacciano “per cento anni”, è un’iperbole, s’intende, ma Cì la prende alla lettera e incomincia il suo cammino, determinato a seguire l’ordine di mamma e papà. Camminerà per cento anni, senza mai fermarsi neanche per dormire e mangiare. Sempre dritto in un mondo deserto, con la sola compagnia di uno strano personaggio che lo seguirà per sempre. Ma alla fine, ormai vecchio e stanco, Cì si fermerà per costruire la prima città del mondo che chiamerà col nome del fratellino. Lo spettacolo parte dal mito di Caino per riflettere su temi comuni a tutti gli esseri umani: la colpa, il viaggio, il desiderio di creare e stabilire dei punti fermi nella propria vita. “Ogni storia può essere differente, dipende da chi te la racconta” ci dice uno dei narratori. E così, il personaggio biblico di Caino, uno dei più enigmatici e significativi della Genesi, viene “ridimensionato” a favola da un gruppo di attori detenuti del carcere della Spezia per essere raccontato, in una dimensione drammaturgica laica, ad un pubblico di bambine e bambini.»
Il debutto al Festival della Mente ha rappresentato un’occasione di rilievo nazionale per valorizzare l’esperienza e confermare la pratica del teatro in carcere come un’opportunità per accedere alla cultura, grazie all’educazione, all’inclusione e al supporto senza giudizio.
“Per Aspera ad Astra. Come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza” è un progetto promosso da Acri (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio Spa) e sostenuto da Fondazione Cariplo, Fondazione Carispezia, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione Perugia, Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Con il Sud, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione di Sardegna, Fondazione Tercas, Fondazione Caritro.