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Marco Martinelli porta in scena la non-scuola nel progetto teatrale Play!

“Ascoltate! Se si accendono le stelle significa che qualcuno ne ha bisogno,

significa che qualcuno vuole che ci siano” – V. V. Majakovskij

Sono le parole del poeta russo Majakovskij quelle che hanno accompagnato la campagna di reclutamento nelle scuole della seconda edizione di Play!, il progetto teatrale che coinvolge 150 studenti delle scuole superiori del territorio in un percorso laboratoriale curato dall’Associazione Gli Scarti e dal Teatro delle Albe, la pluripremiata compagnia di Ravenna che nella sua quarantennale carriera si è aggiudicata ben 14 premi UBU. Dopo un primo anno di sperimentazione, quest’anno il progetto si avvale proprio della direzione artistica di Marco Martinelli, fondatore con Ermanna Montanari del Teatro delle Albe e del metodo della non-scuola, una delle esperienze più innovative di teatro nella scuola con i suoi venticinque anni di attività in tutta Italia e all’estero, considerata “modello” e “buona pratica” ed oggetto di studio sia in campo teatrale che pedagogico.

Nella non-scuola i ragazzi vengono accompagnati in un viaggio teatrale che non intende insegnare tecniche, ma che valorizza le loro abilità, basandosi su principi quali l’ascolto e la possibilità di lasciare spazi che consentano di giocare con il teatro in modo estremamente serio e incisivo: play, jouer, spielen, in tante lingue europee queste parole non vogliono dire solo giocare ma recitare. Una pratica teatrale che tende a “rimettere in vita” (non in “scena”) i testi teatrali antichi o contemporanei: che siano di Aristofone o Shakespeare, Molière o Brecht o Majakovsky, ciò che importa nella non-scuola è la relazione con gli adolescenti capace di ri-generare la forza e la potenza delle parole degli autori classici della tradizione.

Il Teatro è per sua stessa natura il luogo delle trasformazioni – spiega Martinelli – una palestra di umanità selvatica e ribaltata, di eccessi e misura, dove si diventa quello che non si è; la scuola è il grande teatro della gerarchia e dell’imparare per tempo a essere società. Adolescenza e Teatro sono da sempre mondi comunicanti, per vie segrete e misteriose: il mondo dei giovani dialoga da sempre con il teatro ma non sempre il teatro risponde con la stessa necessità, curiosità e sensibilità agli interrogativi che i loro universi gli pongono”.

Oltre ai laboratori teatrali, gli studenti sono coinvolti anche in laboratori dedicati alla scenografia e alla scenotecnica – novità di quest’anno – oltre a un percorso di visione di alcuni degli spettacoli in programma nei teatri del territorio, quale “Maryam”, la performance poetico-teatrale dell’attrice premio UBU Ermanna Montanari – vincitrice anche del prestigioso “Premio Eleonora Duse”, l’unico premio italiano riservato all’attrice di teatro che si è distinta particolarmente nel corso della stagione di prosa in uno o più spettacoli in Italia o all’estero – andato in scena venerdì 2 febbraio al Centro Culturale Dialma Ruggiero.

Prosegue inoltre il percorso di redazione e pubblicazione del giornale cartaceo “Play the critic”, che prevede la realizzazione da parte degli studenti di testi critici sugli spettacoli sotto la guida dei giornalisti della rivista di studi sul teatro “Stratagemmi”.

Un viaggio alla scoperta del gioco del teatro che confluirà in un grande evento finale previsto nelle giornate del 2 e 3 maggio al Teatro Civico della Spezia, dove già nella scorsa edizione è andato in scena lo spettacolo “Willy Willy Shake”, coinvolgendo studenti e pubblico in un’energetica battaglia a colpi di Shakespeare.

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