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Fondazione Carispezia dona un apparecchio per brachiterapia ad ASL5

Venerdì 11 ottobre 2024, presso la Radioterapia di ASL5 è stato presentato alla stampa l’apparecchio per la brachiterapia che Fondazione Carispezia ha donato alla Struttura.

Sono intervenuti: Paolo Cavagnaro, Direttore Generale ASL5, Andrea Corradino, Presidente Fondazione Carispezia, Tindaro Scolaro,Direttore SC Radioterapia ASL5, Giacomo Giampedrone, Assessore Regionale alle Politiche sociosanitarie e Terzo settore, Maria Grazia Frijia, Vicesindaco di Spezia.

LA BRACHITERAPIA

La brachiterapia è una particolare branca della radioterapia caratterizzata dal porre la sorgente di radiazione in vicinanza del tumore da trattare (dal greco “brachys” vicino). Viene praticata con un apparecchio che utilizzando degli applicatori dedicati veicola la sorgente radioattiva (di Iridio 192) all’interno di organi cavi, quali l’utero, la vagina, l’ano, il retto, l’esofago, i bronchi per il tempo necessario ad erogare la dose di radiazioni ritenuta ottimale per la neoplasia da trattare. Inoltre, con lo stesso macchinario è possibile anche l’irradiazione a contatto per trattare lesioni neoplastiche cutanee anche di piccolissime dimensioni con eccellenti risultati curativi.

LA DONAZIONE

L’apparecchio di radioterapia “Flexitron HDR” della ditta Elekta donato da Fondazione Carispezia ad ASL5 per la brachiterapia aggiorna il vecchio sistema ormai obsoleto “Microselectron HDR V2” della stessa ditta. Utilizza lo stesso tipo di sorgente radioattiva che era in uso: l’Iridio 192, ma possiede una migliore accuratezza ed efficienza dei trattamenti, oltre a garantire maggior sicurezza per i pazienti in quanto è ridotta al minimo la possibilità di potenziali errori umani.

Il caricamento dell’Iridio 192 avviene da remoto: è introdotto negli applicatori e il trattamento viene eseguito con elevata intensità e in pochi minuti (brachiterapia ad alto rateo di dose (HDR)) solo dopo che gli operatori sono usciti dal bunker. Se durante la somministrazione non viene mantenuta da parte del paziente la posizione di stazionamento programmata viene generato un allarme e interrotta l’erogazione. Terminata la seduta la sorgente radioattiva rientra in una “cassaforte” schermata in lega di tungsteno, posta nella macchina, consentendo una diminuzione del rischio di esposizione alle radiazioni dei sanitari.

I trattamenti pianificati e i dati inerenti la somministrazione vengono memorizzati in un database e possono essere visualizzati e stampati. La consolle di comunicazione del trattamento (TCC) è collegata a un alimentatore di continuità, che in caso di interruzione dell’alimentazione di rete continua a funzionare. Per il monitoraggio del paziente in sala è inclusa una videocamera di sorveglianza.

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