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1 dicembre 2021

1991-2021 – Trent’anni di Fondazioni di origine bancaria

Ieri si è aperto l’anno di festeggiamenti del trentennale delle Fondazioni di origine bancaria. Nate tra il 1991 e il 1992, in adempimento della cosiddetta “Legge Amato”, che separò l’attività filantropica da quella creditizia delle Casse di Risparmio, le Fondazioni oggi sono 86, enti privati senza fini di lucro, autonomi e indipendenti che, attraverso l’investimento dei patrimoni di cui dispongono, generano proventi che vengono messi a disposizione delle comunità e del Paese, esclusivamente per scopi di utilità sociale e per la promozione dello sviluppo economico.

Il presidente di Acri, Francesco Profumo, ha dichiarato: «Al centro dell’attenzione del trentennale della nascita delle Fondazioni di origine bancaria che si apre oggi, e che nei prossimi mesi gli enti festeggeranno singolarmente sui loro territori, vogliamo mettere il cuore della visione che è alla base dell’azione delle Fondazioni: la granitica convinzione che un Paese cresce e si sviluppa solo se riesce ad attivare tutte le energie dei suoi territori, stimolando la partecipazione dell’intera comunità alla volontà e lo sforzo collettivo di migliorare le vita delle persone. Come è infatti ormai diffusamente riconosciuto, le Fondazioni non solo erogano risorse, ma dialogano con i territori, attivano partenariati diffusi con soggetti pubblici e privati, profit e non profit, e sperimentano pratiche di innovazione sociale, che mettono a disposizione di tutti, affinché possano essere replicate anche in altri contesti e su scala più ampia. In un’ottica di sussidiarietà, lo fanno nei diversi settori in cui intervengono: dall’arte al welfare, dalla ricerca all’innovazione. Ad accomunare tutti questi interventi è la capacità di immaginare un futuro che garantisca a tutti il diritto di partecipare attivamente alla costruzione di un Paese più bello, giusto, solidale e sostenibile».

Il trentennale delle Fondazioni si è aperto ieri con un evento a Roma dal titolo “30 come noi. Generazioni in dialogo”, che è stato l’occasione per raccontare i valori, la visione e il contributo di innovazione che le Fondazioni hanno dato al Paese in questi trent’anni. Condotto dalla giornalista Marianna Aprile, l’evento ha visto una serie di dialoghi tra due generazioni. Da un lato, Giuseppe Guzzetti, già presidente di Acri, Elena Cattaneo, senatrice a vita e scienziata, Gherardo Colombo, presidente onorario di Resq, Francesco Profumo, presidente di Acri. Dall’altro 4 giovani “compagni di strada”, che stanno realizzando alcuni progetti con le Fondazioni: Giuseppe Politanò, Centro Polifunzionale Puglisi – Fondazione Con il Sud; Cristina Malegori, Progetto Violin – Ager, Agroalimentare e Ricerca; Enrico Casale, Associazione Gli Scarti – Per Aspera ad Astra; Diana Giudici, Progetto VenTo – Politecnico di Milano.

Il video dell’evento si può rivedere qui https://www.acri.it/2021/10/30/evento-30-come-noi/

In occasione del trentennale, Acri e le Fondazioni associate hanno dato vita al progetto “30 Come Noi”: una web-serie composta da interviste a ragazzi e ragazze trentenni, protagonisti dei progetti promossi o sostenuti dalle Fondazioni. Ciascun episodio presenta un intervento realizzato in un ambito specifico: dalla ricerca alla cultura, dal sociale all’ambiente, dall’istruzione alla musica. I protagonisti dei video raccontano i progetti, ma soprattutto i valori che li hanno ispirati e che condividono con le Fondazioni, oltre alle loro aspirazioni, le loro idee e la loro visione del futuro del Paese. Tutti i video si possono vedere sul sito www.30ComeNoi.it.  Al momento ci sono 10 episodi, ma la lista è destinata a crescere esponenzialmente nei prossimi mesi. L’hashtag per seguire e condividere il progetto è #30ComeNoi.

 

Cosa sono le Fondazioni di origine bancaria

Le Fondazioni di origine bancaria sono nate tra il 1991 e il 1992, in adempimento della legge n. 218/1990 (cosiddetta Legge Amato), che separò l’attività filantropica da quella creditizia delle Casse di Risparmio. L’iter normativo che ne ha tracciato il perimetro di intervento è stato piuttosto articolato e a tratti contraddittorio, ma è culminato nella cosiddetta Legge Ciampi del 1998 e in due sentenze della Corte Costituzionale del 2003 (la 300 e la 301), che ne hanno definitivamente sancito la natura di soggetti privati preposti alla cura del bene comune.

Oggi le Fondazioni sono enti privati senza fini di lucro, autonomi e indipendenti, che, attraverso l’investimento dei patrimoni di cui dispongono, generano proventi che vengono messi a disposizione delle comunità e del Paese esclusivamente per scopi di utilità sociale e per la promozione dello sviluppo economico.

Le Fondazioni di origine bancaria sono 86, differenti per dimensione patrimoniale e operatività territoriale. Sono presenti in tutta la Penisola, prevalentemente al Nord e al Centro del Paese.

Dalla loro nascita, le risorse a fondo perduto messe a disposizione dalle 86 Fondazioni ammontano a 26 miliardi di euro. Ogni anno, queste risorse hanno favorito l’attivazione di circa 20mila iniziative, con un’erogazione media per singolo progetto che ammonta a circa 50mila euro.

A queste risorse, vanno aggiunte quelle che le Fondazioni, grazie alla loro autorevolezza e credibilità, sono capaci di mobilitare da parte di altri attori pubblici e privati, generando un effetto moltiplicativo che aumenta la portata economica degli interventi.

I beneficiari di queste risorse sono i cittadini, tramite le organizzazioni di Terzo settore, gli Enti locali, le istituzioni scolastiche, le università, i centri di ricerca. In particolare, si stima che alle organizzazioni del Terzo settore, in forma diretta o tramite Enti locali, vada circa il 70% di queste risorse.

Ma il valore delle Fondazioni non si esaurisce nella quantità di risorse messe a disposizione, ma interessa, soprattutto, la modalità in cui esse vengono investite: le Fondazioni, grazie alla loro natura privatistica e alla prossimità con i territori, sono capaci di cogliere i bisogni delle comunità e di intervenire con estrema rapidità ed efficienza, sperimentando e innovando gli interventi e sempre adattandoli al mutare dei contesti. Un esempio su tutti è stata la rapidità con cui le Fondazioni sono intervenute nella crisi generata dalla pandemia da Covid-19: in pochi mesi hanno messo a disposizione oltre 130 milioni di euro, tra risorse proprie e raccolte fondi attivate sui territori, partecipando alla precaria tenuta del Paese, in un momento di grande difficoltà.

Grazie alla loro azione, le Fondazioni rappresentano dunque un cardine fondamentale per l’attuazione del principio di sussidiarietà orizzontale sancito dall’articolo 118 della nostra Costituzione. Senza la presenza delle Fondazioni, quel principio troverebbe meno applicazione.

Le Fondazioni perseguono la missione a loro affidata dal Legislatore attraverso due strumenti complementari: l’investimento del patrimonio e l’attività erogativa. Negli anni esse hanno sviluppato una modalità di intervento in grado di utilizzare in maniera sinergica i due strumenti, facendo in modo che l’uno riesca a potenziare gli effetti dell’altro.

 

 

Alcuni dati

86 Fondazioni di origine bancaria

39,7 miliardi di euro – patrimonio contabile complessivo

26 miliardi di euro – erogazioni totali in trent’anni

20mila – iniziative all’anno

50mila euro – erogazione media per singolo progetto

7 – principali settori di intervento

1.000 occupati nella struttura operativa delle Fondazioni (57% donne, 71% laureati)


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