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Alluvione: i comuni più colpiti

Nei giorni successivi al 25 ottobre, si ha subito il sentore che i danni siano tanti e gravi. Nella provincia spezzina i maggiori disastri sono nella zona dell’entroterra in Val di Vara, nella zona costiera delle Cinque Terra, che sembrano colpite da uno tzunami, e la zona dove il fiume Magra sfocia in mare. In Lunigiana i danni sono provacati dall’esondazione dei fiumi e dalle numerose frane che lasciano isolate tante frazioni. Alla conta risulteranno essere 10 i territori comunali più colpiti: Ameglia, Borghetto Vara, Brugnato, Calice al Cornoviglio, Monterosso, Pignone, Rocchetta Vara e Vernazza in provincia della Spezia, Aulla e Mulazzo in provincia di Massa Carrara

Ameglia

I danni sono stati molto rilevanti, come il crollo del ponte della Colombiera, l’esondazione del fiume Magra nelle frazioni di Fiumaretta, di Bocca di Magra e nelle zona del piano di Ameglia. L’alluvione ha danneggiato gravemente circa settecento abitazione, in alcune case il fango ha raggiunto anche il metro e ottanta di altezza. Dopo l’alluvione si è reso necessario ripristinare tutto. È stato necessario togliere fango e detriti dalle strade assicurando la viabilità per raggiungere le aree che erano rimaste isolate.

Aulla

Il sacrificio più pesante che ha pagato la comunità di Aulla è stato la morte di due persone. Sono state quindi distrutte molte opere pubbliche, come le scuole, la palestra, il cinema, e la biblioteca dove sono andati perduti oltre 40 mila volumi. Notevoli sono stati i danni infrastrutturali come le fognature, le strade e il crollo del ponte di Stadano che ha lasciato isolata la popolazione per più di un mese. Sono stati danneggiati o distrutti quattro edifici di case popolari, sei edifici privati distrutti, per un totale di 85 nuclei famigliari e trecento tra attività produttive e commerciali.

Aulla allagata – Foto comune di Aulla

Borghetto Vara

Anche nel comune di Borghetto Vara il costo più alto è stato in termini di perdita di abitanti. Subito dopo l’alluvione è stato presentato alla regione Liguria un preventivo per lavori di somma urgenze per oltre 13 milioni di euro. Ma l’ammontare di tutti i danni, a distanza di qualche mese dall’evento catastrofico, in cui rientrano anche i danni ai privati, e le nuove frane che sono scoperte quotidianamente è di oltre 40 milioni di danni. Il comune ha dovuto provvedere a mettere in sicurezza tutto il territorio comunale, affrontando anche tutte quelle opere primarie che non erano state fatte nei 60 anni precedenti: arginature, fognature, acquedotti, sia nel comune capoluogo, sia nelle frazioni, in particolare a Cassana, che è stata completamente distrutta.

Borghetto Vara invasa da un fiume di acqua e fango – Foto comune Borghetto Vara

Brugnato

I danni ammontano a 18 milioni di euro. Questa è la stima che è stata fatta in base alle schede di rilevazione consegnate alla regione Liguria. I danni hanno riguardato prevalentemente le infrastrutture – fognature, acquedotto, depuratore, strade – e poi ci sono state le frane e gli smottamenti. Le attività produttive del territorio hanno subito danni rilevanti, ma dopo l’alluvione, molti hanno cercato subito di ripartite, ed oggi, sebbene sia un periodo di sofferenza economica a livello nazionale, sono tutte attive. Il comune ha dovuto ripristinare diverse viabilità, come nella frazione di Bozzolo, in cui si è dovuto sopperire con un bypass al crollo della strada.

Calice al Cornoviglio

Una parte del territorio comunale, l’alto Calicese ha ancora difficoltà, come la strada provinciale 8, nel tratto dalla località Ferdana alla Foce di Veppo, che necessita di tanti lavori in più tratti; e poi molte delle frane e degli smottamenti, provocati dall’alluvione, in questi ultimi mesi sono peggiorati. Il Comune sta intervenendo nelle situazioni più urgenti con lavori per un importo di oltre 1,5 milioni di euro, di cui 1,2 milioni sono stati finanziati dalla regione Liguria. I danni più ingenti sono stati alla viabilità comunale e provinciale; per quella comunale le situazioni più critiche hanno interessato le località di Terrugiara, della Ferdana, la strada comunale Villagrossa – Casoni, la strada comunale, Borseda – Lavacchio, la Tranci – Bruscarolo, quella di Usurana – Castello di Madrignano, la Nasso – Castello di Madrignano e l’Altavia dei Monti Liguri nel tratto in prossimità della località Nove Fontane. Si sono attivate, inoltre, tutta una serie di frane e smottamenti di terreno in tanti versanti dell’alto Calicese che andranno monitorati e sui quali sarà necessario progettare i lavori necessari per i vari consolidamenti.

Monterosso

Il comune particolarmente distrutto dall’alluvione si è da subito impegnato nella ricerca del volontario scomparso, scavando tra il fango e i detriti che avevano sommerso la piazza pensando che il suo corpo fosse rimasto intrappolato lì sotto. Monterosso ha subito danni ingentissimi, pari a decine di milioni di euro. Sono state infatti danneggiate completamente tutte le infrastrutture il centro storico e tutte le strade che si trovano sopra ai canali. La popolazione ha dovuto affrontare il disagio di un paese che non aveva più alcun tipo di servizio.

Le strade di Monterosso dopo l’alluvione – Foto comune di Monterosso

Mulazzo

I danni più gravi sono stati di tipo infrastrutturale; soprattutto si è trattato di danni che hanno comportato l’interruzione della viabilità. Sono crollati due ponti, sul torrente Mangiola e quello sul Teglia, altri ponti sono stati seriamente danneggiati, così come la quasi intera viabilità provinciale. Gli abitanti del territorio comunali sono rimasti isolati anche per diversi giorni, ed hanno dovuto fare i conti anche con l’assenza di servizi primari come gas, acqua, elettricità e telecomunicazioni. Il territorio è stato devastato da detriti, frane e fango. Alcuni giorni dopo l’alluvione il comune ha dovuto gestire l’evacuazione di Mulazzo capoluogo che sembrava minacciato da alcune frane.

Pignone

A Pignone non ci sono state zone risparmiate dall’evento alluvionale, le esondazioni, infatti, hanno coinvolto tutto il territorio comunale. I danni più ingenti alle infrastrutture hanno riguardato strade e fognature, ma diverse frane hanno messo a rischio anche gli abitati, che sono rimasti isolati. La viabilità verso Spezia, verso Borghetto e verso le Cinque Terre è stata completamente bloccata.

Pignone invasa dall’acqua – Foto Rita Stachezzini

Rocchetta Vara

Il comune ha subito gravissimi danni alla rete viaria, provinciale e comunale, con crollo di ponti, cedimenti, frane e smottamenti dei versanti, che hanno continuato a cedere e franare per molte settimane successive all’evento – ancora oggi sono presenti alcuni episodi franosi sulle strade -. Si sono verificati danni all’acquedotto, con la distruzione delle sorgenti, e conseguente compromissione dell’approvvigionamento idrico; è stata anche danneggiata la rete fognaria ed è andato in parte distrutto il piccolo depuratore del comune. Molte case sono state allagate e invase dal fango e sono dovute essere evacuate alcune abitazioni perché si sono aperti fronti di frana sulle fondazioni o nelle immediate vicinanze. Anche il polo industriale di Rocchetta è stato molto danneggiato tra la perdita dei macchinari e la compromissione delle strutture.

Vernazza

Il paese è stato sommerso da circa quattro metri e mezzo di fango. Tutti gli esercizi pubblici e commerciali sono stati distrutti. Ci sono stati danni alle infrastrutture, alle strade, alla ferrovia, alle pavimentazioni ed ai servizi di pubblica utilità. Sul territorio sono presenti oltre 140 frane e molto sono i sentieri andati distrutti. I danni ammontano a circa 30 milioni di euro. Il paese è stato invaso da fango, pietre e rocce.

Vernazza dopo l’alluvione – Foto comune di Vernazza

E.M.


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