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Spazio 32. Impersonalism: Tenerife

Sarà inaugurata giovedì 16 marzo, alle ore 18, a Spazio 32 la mostra “Impersonalism: Tenerife”: 22 immagini realizzate da Luca Arena, fotografo per passione di Lerici.

Impersonalism: Tenerife”, come ci ha raccontato l’autore, è un progetto fotografico realizzato la scorsa estate in occasione di un viaggio nell’isola delle Canarie, ed è un’analisi sui luoghi non-luoghi e sull’omologazione degli spazi, fenomeno che tende a svilupparsi soprattutto nelle periferie urbane, con un elevato consumo del suolo e, di conseguenza, una riduzione degli spazi verdi.

Puoi raccontare qualcosa di te?

Mi chiamo Luca Arena, sono nato il 21 marzo 1988 alla Spezia ma vivo e lavoro a Pisa. Sono molto legato alla provincia spezzina, tant’è che cerco sempre di tornare a casa dei miei genitori a Lerici ogni volta che ne ho l’occasione. Ho due lauree in economia, e pratico triathlon. Mi piace molto viaggiare, anche per brevi weekend, spaziando dal trekking alla visita di città europee.

Quando hai iniziato a scattare foto?

Pratico e studio fotografia dal 2011, anno in cui mio padre mi regalò la mia prima macchina fotografica digitale. Il giorno dopo partii per un viaggio in solitaria della durata di 10 giorni in Olanda, tornando a casa con centinaia di foto. Colleziono macchine fotografiche analogiche, soprattutto Polaroid, ma nello scattare prediligo il digitale per la grande possibilità di visualizzare subito lo scatto. La fotografia non è la mia professione, e non ho mai pensato di trasformare questa passione in un lavoro a tempo pieno.

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Quali sono i tuoi temi o soggetti preferiti?

Sono anni che fotografo quasi esclusivamente architetture. In particolare, fotografo palazzi, facciate e dettagli degli stessi. Mi piace molto l’architettura sovietica, fino al movimento “brutalist”, edifici esteticamente molto discutibili ma capaci di emozionarmi. Nell’ultimo periodo ho allargato i miei interessi al luogo in cui sorgono tali edifici, cercando di evidenziare quanto possano essere invasivi in certi contesti naturali, come accaduto nel progetto su Tenerife.

Bianco e nero o colori?

Fotografo quasi esclusivamente a colori, ho utilizzato il bianco e nero solo durante un reportage ad Auschwitz e Birkenau, perché era difficile immaginarsi dei colori. Quando ero piccolo ho scoperto casualmente di essere daltonico, e questo rappresenta per me, ancora oggi, una grossa sfida ma anche uno stimolo sempre vivo. Vedo i colori in modo diverso dagli altri, ma la fotografia ha di per sé una base di interpretazione, quindi non lo vedo come un deficit. Sono stato influenzato dallo stile di Luigi Ghirri, Josef Hoflehner e Michael Wolf, ma anche dai quadri di Edward Hopper e Mark Rothko.

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Puoi dirci qualcosa della mostra “Impersonalism: Tenerife”?

Impersonalism: Tenerife” è un progetto fotografico realizzato nel 2016 in occasione di un viaggio di sette giorni nell’isola delle Canarie. Lo scopo di questo progetto è il tentativo di azzerare quasi completamente la presenza delle persone sull’isola attraverso un approccio non-antropocentrico all’ambiente, evidenziando i colori e le geometrie delle strutture architettoniche. Il viaggio si è tradotto in un’indagine intima e personale volta, da una parte, all’accettazione di quanto ormai presente, e in secondo luogo nel rifugio in luoghi-non luoghi costituiti da geometrie lineari, rassicuranti e familiari, come un campo da calcio o una piscina a picco sul mare di un piccolo paese di pescatori spagnoli. Per l’esposizione presso Spazio 32 (dal 16 al 29 marzo) sono state scelte 22 fotografie a colori.

Blue football field, Garachico

Quale sarà il prossimo progetto fotografico?

A gennaio 2017 ho iniziato un progetto fotografico intitolato “Land of summertime sadness“. Il progetto ha come scopo quello di fotografare nel periodo invernale le strutture balneari delle spiagge della Liguria e suddividerle per scala di colori RAL (utilizzata per classificare i colori delle vernici). Da questo progetto mi piacerebbe molto realizzare un piccolo libro da distribuire localmente nel 2018. Nel frattempo, mi sto documentando e cercando informazioni su luoghi particolari da fotografare in Islanda, metà che visiterò ad agosto 2017.

E.M.


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