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Festival della Mente 2014. Come scoppiano le guerre?

Intervista a Alessandro Barbero

Al Festival della Mente 2014 farà tre interventi sulla guerra. Come è riuscito a concentrare una risposta così impegnativa – Come scoppiano le guerre? – nello spazio di un’ora?

Infatti quest’anno i miei interventi durano un’ora e un quarto, in un’ora non sarebbe stato proprio possibile. In realtà non ho cercato di analizzare le cause profonde e remote delle guerre. Ho cercato invece di raccontare come succede che ad un tratto la guerra scoppi. Come ho fatto ieri sera per la prima guerra mondiale, ho raccontato una concatenazione di fatti e di decisioni che hanno fatto sì che la guerra scoppiasse nell’estate del 1914. Ecco ho cercato di narrare le decisioni dei politici che si sono poi tradotte nello scoppio di una guerra.

Perché oltre alla prima e alla Seconda guerra mondiale, ha scelto di raccontare la guerra delle Falkland?

Avrei forse potuto narrare la guerra del Vietnam, ma ho preferito raccontare la guerra delle Falkland perché è scoppiata quando ero già adulto, e ho un ricordo molto preciso di quel momento.

Alessandro Barbero - Circolo Fotografico Sarzanese

Alessandro Barbero – Circolo Fotografico Sarzanese

Qualche giorno fa anche il Papa ha parlato di guerra, affermando che stiamo vivendo la Terza guerra mondiale, anche dal punto di vista storico secondo lei tra qualche anno questo periodo sarà ricordato per la Terza guerra mondiale?

È stata una scelta comunicativa di Papa Francesco che ha voluto denunciare la grande quantità di violenze armate nel mondo. Negli stessi giorni di questa esternazione è stato pubblicato un rapporto americano sui conflitti e risulta che solo 11 paesi al mondo, in questo momento, non sono coinvolti in alcun conflitto. Queste di oggi non sono però guerre come almeno due di quelle che ho scelto di raccontato al Festival della Mente. Ad esempio, per la Prima e la Seconda guerra mondiale l’entrata in guerra dei paesi aderenti al conflitto è stata dichiarata ufficialmente e formalmente. La guerra delle Falkland assomiglia più alle guerre moderne, in cui non cè alcuna dichiarazione formale, ma a differenza delle violenze armate di oggi, la guerra nelle Falkland, è stata circoscritta nello spazio, e le forze armate di due grandi paesi si sono combattute ufficialmente e apertamente. Per quanto riguarda la situazione attuale, la buona notizia è che non siamo in guerra, la cattiva è che può esistere una violenza molto più atroce e crudele rispetto alla guerra convenzionale.

In un’estate in cui si è parlato tanto di guerre, come può uno storico aiutarci a capire quello che avviene oggi nel mediterraneo, sul fronte russo, o nel Medio Oriente?

Lo storico non può con precisione proporre dei paradigmi per capire quello che sta accadendo. Lo storico può mettere a disposizione materiali, informazioni che se non ci fossero sarebbe ancora più difficile capire come è fatto il mondo. Noi storici cerchiamo di contribuire a capire com’è fatto il mondo esattamente come fanno gli psicanalisti, gli studiosi dell’adolescenza, ciascuno a suo modo mette a disposizione informazioni che aiutano a capire come funzionano gli esseri umani. Queste informazioni poi ognuno le usa come vuole, come può. E non è detto che servano sempre, però è meglio averle.

E.Marchini

Alessandro Barbero è storico e scrittore, professore ordinario di Storia medievale presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale e Vercelli. Collabora con La Stampa e il suo speciale Tuttolibri. Collabora al programma televisivo Superquark e alle trasmissioni Il tempo e la storia e a.C.d.C. in onda su Rai Storia. Tra le sue pubblicazioni: Benedette guerre. Crociate e jihad(«i Libri del Festival della Mente», 2009), Lepanto. La battaglia dei tre imperi (2010), I prigionieri dei Savoia. La vera storia della congiura di Fenestrelle (2012), Donne, madonne, mercanti e cavalieri. Sei storie medievali («i Libri del Festival della Mente», 2013), usciti per l’editore Laterza; Gli occhi di Venezia(Mondadori, 2011); Il divano di Istanbul (Sellerio, 2011); Dietro le quinte della Storia. La vita quotidiana attraverso il tempo, con P. Angela (Rizzoli, 2012).

 

 


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