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Anteprima Festival della Mente 2015. Davide Sapienza

L’avventura dell’Ognidove

Camminando con uno scrittore-viaggiatore

Due sono gli appuntamenti con Davide Sapienza: L’avventura dell’Ognidove e Camminando come uno scrittore viaggiatore. Nel primo, preparatevi a partire sull’onda di un racconto-viaggio che vi farà sentire la voce dell’avventura, il richiamo di Jack London, la musica della neve. Sarà un percorso attraverso le immagini “narrative” che Davide Sapienza ha raccolto in giro per il mondo. Fino a scoprire l’Ognidove: la mappa che ognuno porta dentro di sé. Mentre in Camminando con uno scrittore-viaggiatore, Sapienza si chiede con quali occhi un viaggiatore guarda la natura, cosa lo colpisce, come attiva la sua attenzione? E come trasforma poi la sua esperienza in scrittura? Potremo scoprirlo passo dopo passo seguendo Davide Sapienza in un’avventurosa visita a Villa Ollandini.

Viviamo in un’epoca in cui in una parte del mondo più o meno tutti hanno scoperto la bellezza del partire e del viaggiare; nell’altra, molti hanno l’esigenza di partire dalle loro terre…partire e viaggiare; qual è l’essenza del viaggio?

Nel 2004 con “I Diari di Rubha Hunish”, mio primo libro di narrativa, oltre a formulare un nuovo metodo narrativo sul viaggio, utilizzai una frase che credo dica molto su come io vivo il viaggio e come lo vivono anche sempre più persone: “brevi saggi sull’interruzione del pensiero in viaggio”. L’essenza del viaggio per me sta qui: lascia chi sei a casa, porta solo la tua essenza profonda – la tua Psiche – e lasciati condurre dalle intuizioni “quantistiche”. In altre parole, ognuno di noi ha un vissuto, una cultura, un background. Tutto ciò sta a monte della scelta dei luoghi del viaggio. Ma quando si parte anche con il corpo (perché io credo che la mente e lo spirito partano già molto prima, quando dal profondo interiore viene in superficie la suggestione che ci spinge in una certa direzione, verso una certa scelta) ecco che arriva il momento di “diventare viaggio”. Perché ognuno di noi è un viaggio, una piccola particella della Terra, che viaggia nello spazio immenso: dobbiamo scoprire orizzonti, non porci dei limiti. L’essenza del viaggio per me è il vivere ogni cosa come l’attimo stesso della “creazione” perché la vita è la celebrazione dell’atto creativo più grande. Il viaggio che non ha mai fine, proprio come la vita che continuamente si trasforma.

Come racconterebbe la sua passione per il viaggio?

Ho avuto la fortuna di avere due genitori curiosi e sin da piccolo, in particolare mio papà, ha fatto sì che ogni spostamento diventasse una piccola avventura alla scoperta di luoghi e tesori culturali – questa era la sua grande passione. In prima elementare mi regalò “Il milione” di Marco Polo e poi un’edizione per bambini di “Moby Dick” di Melville, che diventarono presto due pilastri delle mie fantasie. Ma credo che la passione per il viaggio sia qualcosa di innato: quando all’università studiai per un anno il capolavoro di Melville, al culmine di grandi letture adolescenziali, come quelle di Herman Hesse, per esempio, iniziai a indagare più consapevolmente sulla profondità del legame tra il viaggio fisico e quello interiore, della nostra Psiche: che non segue affatto le cronologie della logica, ma altre regole, per me ancora oggi al centro della mia vicenda letteraria, come anche nel recente “Camminando”. La vita è un viaggio e la nostra più grande responsabilità è quella di non sprecarlo e di renderlo meraviglioso e positivo.

In uno dei due incontri che farà a Sarzana porterà i bambini a scoprire l’Ognidove: la mappa che ognuno porta dentro di sé; qual è il suo Ognidove?

L’Ognidove che ho creato nella mia forma letteraria con “La valle di Ognidove” nel 2007 era il frutto di una necessità narrativa che sapesse vedere nei luoghi “oltre” il dato puramente fisico: era quello che consideravo e che tuttora considero il tesoro più prezioso che l’uomo porta dentro di sé sin dalla nascita. I bambini sono tutto ciò, nella forma più elevata: sono loro che dovremmo osservare per ispirarci di continuo a non seppellire il Sogno e il Viaggio, l’Ognidove. L’incontro di aprile per “Festival della Mente in Classe” ne è stata per me l’ennesima conferma. A loro non ho dovuto spiegare nulla, solo raccontare: finito l’incontro vedevo e percepivo che avevano capito il messaggio, semplice e chiaro: l’Ognidove siete voi, ognuno di voi. L’Ognidove è la tua Terra Incognita, il luogo che scopri ogni giorno. Per me l’Ognidove è nelle persone che amo, in mia moglie e in mio figlio, capaci di sorprendermi ogni giorno; sono geografie umane che condividono con me tanti “viaggi” e non solo fisici, ma soprattutto dell’Immaginario. Io vedo l’Ognidove in ogni opportunità di riscrivere a modo mio la traccia che mi svela un luogo, magari anche molto conosciuto: perché ognuno ha il proprio sguardo e l’Ognidove è nello sguardo.

Viaggi e letteratura, un binomio indissolubile, quali sono tre libri di viaggio che ci consiglia di leggere o rileggere e perchè?

Per me tre libri che hanno cambiato la mia percezione del viaggio sono stati “Sogni Artici” di Barry Lopez, maestro e poi divenuto anche amico e mentore, perché nei suoi viaggi artici racconta cose che alla fine della lettura sono semplicemente il “significante” ma non per forza il “significato” e comunque io adoro il mondo Artico, dove ho viaggiato molto; “Moby Dick” di Herman Melville, l’immensità fatta libro, il Cosmo in una Storia; “Il vagabondo delle stelle” di Jack London (che ho avuto l’onore di ritradurre e che verrà pubblicato da Feltrinelli quest’autunno): perché questo libro è la celebrazione della vita come supremo atto creativo. Cosa che ogni giorno i bambini ci insegnano: basterebbe ascoltarli senza giudicare ciò che fanno, osservarli e assorbire, noi da loro, questa grande capacità che la vita ci dona.

Camminando con uno scrittore-viaggiatore

domenica 6 settembre, ore 10.30_16

Villa Olandini

Programma Bambini / Ragazzi

L’avventura dell’Ognidove

domenica 6 settembre, ore 21

Cinema Italia

Programma Bambini / Ragazzi

Davide Sapienza è scrittore, viaggiatore, traduttore, giornalista. Nel suo libro Camminando (Lubrina Editore, 2014; Feltrinelli Zoom digital, 2015) dice: «Solo camminando possiamo veramente vedere il mondo in cui viviamo e conoscere la Terra che ci ospita».

 E.Marchini


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