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XXI Rassegna Internazionale d’Organo Città della Spezia: l’organo di Fezzano

L’Organo dell’Arcipretura di S. Giovanni Battista in Fezzano si ipotizza che venne costruito da Filippo Piccaluga attorno alla metà del ‘700 per la Chiesa dei Padri Filippini a Genova. Da testimonianze dell’organista Pier Costantino Remondini, pubblicate nella seconda metà dell’800, pare che lo strumento fosse impostato su base di 16 piedi e disponesse di due manuali.

L’organo fu successivamente venduto d’occasione alla Parrocchia di Fezzano. Lo strumento, trasportato via mare nei primi mesi del 1794, fu rimontato ed adattato alla nuova collocazione da Luigi Ciurlo, personalità di chiara fama, membro di una delle famiglie più note dell’organaria genovese.

Lo strumento s’impone per lo splendido prospetto ad andamento curvilineo, diviso in cinque campi ed incorniciato da grandi antoni lignei. Il modello estetico richiama gli organi costruiti a Genova dal gesuita fiammingo Willem Hermans che, a partire dal 1648, per diciotto anni, visse nel capoluogo ligure.

Nato nella primavera del 1601 a Thorn, Hermans quando entrò a far parte dell’ordine gesuita all’età di trent’anni, aveva già appreso i segreti della costruzione degli strumenti a canne nella regione delle Fiandre. Hermans influenzò grandemente l’organaria italiana innestando tra le sonorità tipiche dell’organo classico italiano, elementi estetici e sonori caratteristici della scuola barocca fiamminga e francese.

L’organo di Fezzano venne riformato nel 1907 per opera di Luigi Tognotti di Torino “nel Laboratorio di Piani a Cilindro e Tastiera di Biso e Campodonico, a Spezia”. Canne, somieri e consolle furono ricostruiti in quell’occasione.

Anche il prospetto, antico è stato oggetto di numerosi interventi di riparazione: già in epoca storica, a causa della “peste dello stagno”, sono stati ricostruiti numerosi corpi sonori.

Nel 2006, la Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia ha sostenuto gli ultimi importanti lavori di restauro dell’organo di Fezzano che hanno riconsegnato allo strumento l’antico splendore. I lavori di ripristino hanno comportato un generale riordino dello strumento, mantenendo il materiale antico correttamente reinserito nella cassa storica, unico elemento certo e leggibile dell’insieme.

M. Etxaniz


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