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23 ottobre 2018

Presentato il restauro conservativo della tela cinquecentesca di Pitelli

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Arte, storia, devozione e ricerca scientifica alla scoperta di un’opera d’arte simbolo di rinascita per un’intera comunità – Bando “Conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale del territorio”

Il 20 ottobre presso la Chiesa Parrocchiale di Pitelli è stato presentato il restauro della “Pala di Pitelli”, realizzato con il sostegno della Fondazione che nell’ambito del bando “Conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale del territorio” ha selezionato il progetto – risultato in linea con i criteri proposti – e sostenuto lo sforzo della comunità pitellese, mettendo a disposizione le risorse necessarie per completare l’intervento, già finanziato da Pro Loco Pitelli e Parrocchia, e avviato più di un anno fa.  La presentazione del dipinto alla comunità ha offerto un’occasione per ammirare l’opera riportata al suo originario splendore e per raccontare quanto è emerso in questa prima fase di studio.

Una tela di grandi dimensioni, che fu pala d’altare del primo luogo di culto del paese di Pitelli: un piccolo oratorio “campestre”, eretto in collina per comodità degli abitanti, che da poco avevano abbandonato l’antico abitato costiero di San Bartolomeo di Cento Chiavi. Una crocifissione, di pregevole fattura: ai piedi della croce la Vergine, San Giovanni, Santa Maria Maddalena e San Bartolomeo, ancora oggi patrono di Pitelli. Un cartiglio in latino, in cui è indicato un anno, il 1590, ed esplicitamente richiamata la comune volontà degli abitanti di Pitelli di realizzare quest’opera per la propria chiesa.

Gli spunti per approfondire la ricerca e lo studio sul dipinto c’erano tutti: ma quanto è emerso nel corso degli studi e durante le operazioni di restauro, anche grazie ad indagini diagnostiche approfondite, realizzate con tecnologie all’avanguardia, ha superato ogni aspettativa.

Grazie al progetto culturale curato dalla Pro Loco Pitelli, che ha condotto approfonditi studi sul contesto storico, e all’impegno della Parrocchia di San Bartolomeo Apostolo, guidata dal parroco Don Giovanni Tassano, il dipinto ha iniziato il suo cammino di “bene culturale”, con il primo passo, imprescindibile: il restauro conservativo, realizzato da Francesca Gatti, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza della Liguria, nella persona del Dott. Massimo Bartoletti.

Talvolta, nella ricerca, è necessario guardare “oltre” le apparenze, leggere tra le righe di quella che può sembrare una semplice scritta in latino, osservare con attenzione ogni minimo dettaglio: una pennellata, un’ombra, un tono di colore può rivelare l’imponderabile. Chi ha condotto meticolosamente le operazioni di restauro, con mano magistralmente guidata dall’esperienza del funzionario della Soprintendenza, ha lavorato in questo modo: e le sorprese, quindi, non mancheranno.

Il dipinto troverà la sua definitiva collocazione presso la Chiesa Parrocchiale di Pitelli, ma è in programma anche un’esposizione temporanea presso il Museo Diocesano della Spezia, arricchita da ulteriori occasioni di incontro e di racconto dell’opera e del suo contesto storico, con iniziative destinate alle scuole, alla comunità scientifica e alla cittadinanza spezzina.

La tela cinquecentesca di Pitelli riveste un valore simbolico, oltre che devozionale, storico ed artistico, che va ben oltre il pur importante e fondamentale intervento conservativo. Si colloca, infatti, all’interno di una serie di iniziative che, negli ultimi anni, hanno visto la comunità pitellese, parte attiva e propositiva per la riscoperta della storia e la valorizzazione delle proprie tradizioni. Grazie a questo impegno Pitelli è, oggi, uno del Borghi Autentici d’Italia.

Nel XXI secolo, proprio come nel Cinquecento, sono stati gli abitanti di Pitelli ad aver preso l’iniziativa, affiancati, in questo caso, dalla Fondazione, che, sostenendo il recupero di un’opera d’arte, ha permesso di concretizzare l’obiettivo comune di rafforzare l’identità locale, legando il bene restaurato all’attività culturale e sociale dei soggetti coinvolti, in un contesto più ampio di comunità e di territorio.


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